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Opportunità

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Internet of Things: necessario superare le reti locali

La spina dorsale del nostro mondo interconnesso sono i sensori. Perchè gli esseri umani (per aumentare il loro livello di comfort, di sicurezza, di comprensione) non possono più prescindere dal bisogno di analizzare i fenomeni fisici e quindi costruiscono ogni giorno oggetti capaci di leggere in modo sempre più fedele il reale. Con l’avvento della microelettronica analizzare è diventato sinonimo di digitalizzare ed i sensori sono diventati molto precisi e molto economici. La diffusione dei sensori digitali è esponenziale ma attualmente è ancora limitata da due fattori non trascurabili: la necessità di alimentazione elettrica e la connettività.

Molto è stato fatto sul fronte dell’alimentazione, per slegare i sensori dalla rete elettrica e renderne più facile l’installazione: energie rinnovabili, energy harvesting, batterie sempre più performanti, ecc.. E non siamo di certo carenti in quanto a tecnologie in grado di fornire connettività. Il problema è la relazione tra questi due fattori: i dispositivi devono poter mandare informazioni il più lontano possibile col minor dispendio energetico possibile. Banale, ma non scontato: nonostante gli enormi sviluppi tecnologici in questo senso i risultati sono ancora scarsi.

Abbiamo assistito nello scorso decennio al consolidarsi di tecnologie radio a corto raggio sempre più performanti in termini di consumo energetico (Es. Bluetooth, ZigBee, ecc) ma con una portata scarsa (30 – 100 m).  Negli ultimi anni infine abbiamo visto l’evoluzione di radio a bassa potenza ma in grado di effettuare comunicazioni su distanze maggiori. Queste reti a lungo raggio LPWAN sono il futuro degli oggetti connessi alimentati a batteria.

Le 5 principali tecnologie LPWAN

  • LoRa – LoRaWAN è considerata la rete delle persone e su di essa sono stati sviluppati dei progetti che si ispirano all’idea di Open Data (https://www.thethingsnetwork.org/)
  • SigFox – Rispetto al sistema LoRa ha delle grosse limitazioni relative alla dimensione e alla frequenza del trasferimento dati. Offre però una copertura estesissima.
  • Link Labs
  • Nwave
  • Ingenu

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Iperammortamento 2017, un’occasione da non perdere!

Negli scorsi mesi abbiamo assistito con piacere alle iniziative del Governo per delineare un piano Industria 4.0 . Siamo partiti in leggero ritardo rispetto a Stati Uniti (Manifacturing USA) e Francia (che ha investito direttamente 10 Mld di Euro nel progetto Industrue Du Futur) ma siamo in linea con il progetto tedesco Industrie 4.0.

Tutto è migliorabile, ma per una volta l’impegno c’è stato e le opportunità legate agli  incentivi sono concrete. E’ una occasione da non perdere per chi  lavora per far interagire in modo intelligente le cose in rete perché l’incentivo fiscale è un vantaggio molto importante per i nostri clienti nella misura in cui il bene connesso diventa molto più competitivo sia in termini di funzioni offerte che dal punto di vista fiscale .

Il piano Industria 4.0 è stato spesso definito “Bonus Digitale” o “Bonus Innovazione” e mira nel medio periodo a rendere le aziende italiane più flessibili, veloci, produttive ed i loro prodotti più competitivi.

A chi è rivolto e a che cosa serve

E’ un incentivo riservato alle imprese con sede in Italia che vogliono investire in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica in ottica digitale dei processi produttivi. Inoltre sono incentivate le tecnologie utili a minimizzare i consumi energetici delle aziende.

Quale è il vantaggio

Il bene subisce una supervalutazione del 250% ai fini dell’ammortamento. Un esempio concreto: per un investimento in beni che rientrano tra quelli identificati come Industria 4.0 pari a Euro 1.000.000 si otterrà una riduzione effettiva delle tasse pagate in 5 anni circa pari ad Euro 360.000 . E il beneficio fiscale è cumulabile con altre agevolazioni.

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